Bed and breakfast Antico Casale

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I Nostri Dintorni

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FOLIGNO...tra arte e cultura!

Pubblicato il 09 giugno 2020 alle 15.30 Comments commenti (0)

La città della Quintana ha origini antiche, rintracciabili nelle sue eleganti architetture e nei preziosi dipinti.

La prima curiosità storica su Foligno: qui fu stampata la prima edizione della Divina Commedia (1472).

Terza città della regione per numero di abitanti dopo Perugia e Terni, Foligno si distende ai piedi dell'Appennino umbro-marchigiano, adagiata nella piana della confluenza dei fiumi Topino e Menotre.

 

Il centro storico della città conserva edifici religiosi e palazzi signorili di assoluto pregio.

In piazza della Repubblica, fulcro della vita sociale e civile già dal Medioevo, si affacciano:

il palazzo Comunale,

palazzo Trinci (oggi Museo della Città, che conserva splendidi affreschi quattrocenteschi, alcuni dei quali attribuiti a Gentile da Fabriano),

il Duomo, dedicato al santo patrono Feliciano, con ricco portale scolpito dai maestri Rodolfo e Binello (1201);

palazzo Orfini, dove nel 1472 venne stampata la prima edizione della Divina Commedia 

il palazzo del Podestà, sede della magistratura comunale dagli inizi del XIII secolo e vicino, l'oratorio della Nunziatella, pregevole esempio di architettura rinascimentale con affreschi del Perugino (1507)!

Tra i meravigliosi palazzi signorili da vedere, troviamo palazzo Candiotti, sede dell'Ente Giostra della Quintana https://www.quintana.it/category/news-2020/" target="_blank">http://https://www.quintana.it/category/news-2020/

La gara, uno dei Tornei più antichi d'Italia, vanta ben due edizioni ogni anno, una a giugno e una a settembre, in cui cavalli e cavalieri si sfidano in una singolare corsa all'anello.

 

Nei dintorni, in un solitario paesaggio boscoso, da non perdere l'abbazia di Sassovivo (XI secolo), con bellissimo chiostro romanico e, in località Sant'Eraclio, la Rocca dei Trinci, uno dei principali baluardi del sistema di fortificazioni organizzato dalla famiglia.

Di grande interesse paesaggistico e ambientale il Parco regionale di Colfiorito, vasto altopiano con elementi di eccezionale valore: dalla fitta vegetazione acquatica alle numerose testimonianze storiche e culturali.


SPELLO...città dei fiori

Pubblicato il 09 giugno 2020 alle 09.25 Comments commenti (0)

 

Spello è conosciuta per i magnifici e caratteristici vicoli, ma soprattutto per le magnifiche Infiorate, composizioni floreali create ogni anno in occasione del Corpus Domini, tra Maggio e Giugno. 

Ogni anno le strade del borgo medioevale si trasformano in un meraviglioso, spettacolare, immenso tappeto di fiori che supera 1,5 km. Le vie del centro vengono decorate da quadri di arte sacra composti con petali di fiori, un evento unico per il turismo religioso che ha trasformato Spello nella “capitale dei fiori”.

Dei quadri di petali e fiori che sono delle vere e proprie opere d'arte, realizzate da artisti e abitanti del borgo, in collaborazione con i tanti turisti che si recano a Spello per partecipare a questo evento unico e ammirare quadri e decorazioni floreali.

 

Ma Spello è un borgo incantevole da visitare tutto l'anno, difatti da parte dei Borghi più Belli d'Italia https://borghipiubelliditalia.it/borgo/spello/" target="_blank">http://https://borghipiubelliditalia.it/borgo/spello/

 Se non riuscite ad essere a Spello per questo evento, potete comunque immergervi completamente nelle bellezze del borgo in ogni momento, alla scoperta dei suoi vicoli addobbati e fioriti nel corso di tutto l'anno.

 Vi suggeriamo di prendere parte al tour "Spello di Vicolo in Vicolo" organizzato da Sistema Museo: con questo speciale itinerario di trekking urbano potrete ammirare affacci panoramici, beni artistici e monumentali, vicoli silenziosi e romantici i cui muri, dall'armonico insieme di bianco e rose delle pietre del Subasio, trasudano secoli di storia. La visita guidata si tiene tutte le domeniche con partenza alle ore 11:30 e ha una durata di 1:30 circa.

Il Museo è allestito nel Palazzo dei Canonici (XVI sec.), e conserva importanti opere d'arte, tra cui la Madonna in trono con il Bambino, scultura lignea policroma. 

 Notevole è anche Villa Costanzi, meglio conosciuta come Villa Fidelia: creata sulle rovine di un santuario romano, presenta una struttura a terrazzamenti e fu voluta dalla famiglia Urbani nel Cinquecento. Oltre ad ospitare ogni anno eventi culturali e concerti di qualità racchiude al suo interno uno splendido parco con alberi secolari e un palazzo settecentesco in cui è allestita una mostra dedicata ad artisti contemporanei come Tamburi, Guttuso, Mangù e Ligabue ed un’ altra dedicata ad artisti classici come Tiziano, Carracci e Fattori.



il mercato di Gaite: BEVAGNA

Pubblicato il 09 giugno 2020 alle 08.55 Comments commenti (0)

E' molto interessante scoprire Bevagna in un giorno! 
Uno dei Borghi più belli d'Italia! https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bevagna/" target="_blank">http://https://borghipiubelliditalia.it/borgo/bevagna/

Al'interno, alcuni importanti resti risalenti all’epoca romanica: un Tempio del Il sec. d.C., una costruzione termale (del Il sec.d.C.) che preserva al suo interno uno stupendo mosaico; infine i resti del Teatro Romano. Le sale che ospitano i resti delle terme romane (II sec. d.C.) presentano mosaici a grosse tessere bianche e nere che raffigurano tipici soggetti che attingono al repertorio mitologico ed ornamentale di tipo marino: tritone ed ippocampo, polipi, delfini, aragoste. Il teatro romano è oggi adibito a laboratorio per la lavorazione delle ceramiche.

 Bevagna nell'ultima decade di giugno diventa una delle più belle manifestazioni storiche di tutta l'Umbria: il Mercato delle Gaite http://www.ilmercatodellegaite.it/

In questa occasione, personaggi in costume ripropongono antichi mestieri lungo vicoli e ambienti caratteristici, con degustazione di antichi sapori medievali e presentazione delle produzioni artigianali tipiche. Qui un approfondimento sull'ultima edizione delle Gaite.

Come tutti i borghi dell'Umbria anche Bevagna può vantare una ricca tradizione culinaria, tanto da aver pubblicato dei libri di ricette. Una specialità della zona sono le lumache, anche dette chiocciole: si distinguono in lumachelle (piccole, bianche e rigate) e in lumacci (più grosse e di colore scuro) e vengono cucinate in umido.

 Siamo sulla Strada del Sagrantino, buonissimi gli gnocchi al Sagrantino e gli gnocchi ripieni di carne, una ricetta che proviene direttamente dalla cucina del Monastero delle Suore Benedettine di Santa Maria al Monte.

 Tra gli antipasti, i crostini con fegatini e milza sono tra i più saporiti e se non sapete cosa mangiare a Bevagna come dolce ricordate che i tozzetti col vinsanto qui sono una vera e propria istituzione!


MARTA...il villaggio dei pescatori!

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 18.25 Comments commenti (1)

Marta, principale porto del Lago di Bolsena è un caratteristico villaggio di pescatori!

Sorge sulla sponda meridionale del più grande lago vulcanico d’Italia.

Nel primo Medioevo fu aspramente contesa fra Chiesa e Signorie; fu sottomessa ai Prefetti di Vico, ai Signori di Bisenzio, ad Angelo Tartaglia, agli Orsini ed infine dal 1537 al Ducato di Castro, governato dai Farnese fino al loro declino, avvenuto con la distruzione di Castro nel 1649. In seguito a questo avvenimento, Marta ritornò al dominio della Chiesa che lo mantenne fino all’Unità d’Italia.

Marta offre al visitatore un piccolo borgo medievale con vicoli e piazzette, arroccato attorno alla Torre dell’Orologio, un tranquillo lungolago ombreggiato da platani, ideale per riposanti passeggiate, una lunga spiaggia e un porticciolo che dà riparo a piccoli natanti nonché alle caratteristiche barche dei pescatori.

Monumenti storici interessanti da visitare, oltre alla citata Torre dell’Orologio, sono: il palazzo rinascimentale del periodo Farnesiano che si erge accanto al Comune e soprattutto il romanico Santuario della Madonna del Monte, ristrutturato alla fine del quattrocento, eretto in cima ad un panoramico colle, poco distante dal centro storico. Questo luogo sacro per i martani è inoltre importante perché rappresenta il fulcro della tradizionale e straordinaria festa della Barabbata. L’economia di Marta, in assenza di industrie, si basa principalmente sull’agricoltura, sulla pesca e sul commercio del pesce.

Meritano una nota l’ottima cucina, il vino DOC Cannaiola e per la “Barabbata”, bellissima e suggestiva festa popolare. Un insieme che fa di Marta un piacevole luogo da scoprire e visitare.

 

 

14 maggio – Festa della Madonna del Monte o “Barabbata” Domenica successiva  Sagra del lattarino




CASCATE DELLE MARMORE..umbria verde

Pubblicato il 06 marzo 2020 alle 00.30 Comments commenti (0)

La Cascata delle Marmore è una della cascate più famose d'Italia.

Si trova nella Valnerina, a poca distanza dalla città di Terni, nel meraviglioso Parco Naturale della Cascata delle Marmore. Se passate nelle vicinanze di Terni la Cascata è uno dei luoghi obbligatori da visitare: la sua bellezza ha affascinato nel corso dei secoli poeti e scrittori, e continua ad affascinare ogni anno migliaia di turisti che decidono di visitarla.

 

La Cascata delle Marmore è considerata una delle più alte d'Europa: il dislivello complessivo tra la cima e la base è di 165 metri, suddiviso in tre salti che le donano lo spettacolare aspetto attuale. La Cascata è formata dal fiume Velino, che si getta nel fiume Nera fluendo dal vicino lago di Piediluco.

Il nome Marmore deriva dai peculiari sali di carbonato di calcio che si sedimentano sulle rocce della montagna, il cui riflesso della luce del sole li fa assomigliare a cristalli di marmo bianco. Marmore è anche il nome del vicino paese medievale, uno dei borghi più belli della Valnerina assieme a Piediluco e Arrone.

 

 

È bene fare attenzione agli orari di visita della Cascata, infatti non è sempre possibile vederla nella sua piena forma, dato che le acque della cascata vengono utilizzate per la produzione di energia idroelettrica. Il rilascio delle acque viene controllato regolarmente, e bastano pochi minuti per far sì che la portata della acque giunga al suo massimo.

 

La Cascata non ha sempre avuto questo aspetto: nel corso degli anni si sono resi necessari molti interventi ingegneristici per domare il flusso del Velino.

info e prezzi: https://www.cascatadellemarmore.info/" target="_blank">http://https://www.cascatadellemarmore.info/


MONTEFIASCONE..Rocca dei Papi

Pubblicato il 05 marzo 2020 alle 18.25 Comments commenti (0)

Montefiascone, con il più bel panorama complessivo del Lago, si trova a m 590 s.l.m. e si erge in cima al colle più alto dei Monti Volsini e domina una delle sponde del lago di Bolsena. Sorto nell’alto Medioevo, entrò nei domini della Chiesa nel VIII secolo, di cui divenne centro importante.

 

 

Il nome Montefiascone per alcuni studiosi deriva da “mons faliscorum”, poiché i Falisci approdarono in zona dopo la distruzione delle loro città ad opera dei Romani. In ogni caso il vero abitato si formò al tempo delle incursioni barbariche quando gli abitanti della pianura si rifugiarono sulle alture.

Alla fine del primo secolo, assieme a Viterbo, entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa.

Per la posizione strategica che occupava, fu più volte contesa, fortificata e fu posta a difesa delle terre del patrimonio da Innocenzo III nel 1207. Nel 1353 quando vi giunse il cardinale Albornoz, con il compito di riaffermare l’autorità della Chiesa, il Castello della Rocca diventò la centrale operativa più temibile dell’esercito Pontificio. Nel 1369 il Papa Urbano V conferì a Montefiascone il rango di Città e la dotò di diocesi. In seguito vi soggiornarono numerosi Papi, governanti, e artisti.


 

 

Successivamente iniziò un periodo di declino, che terminò nel ‘600, quando il lungimirante cardinale marco Antonio Barbarigo la riportò agli antichi splendori. Dai giardini del Castello si può ammirare un panorama incredibilmente spettacolare a 360°, che spazia su tutta la Tuscia e che comprende: i Monti Cimini e della Tolfa, l’Amiata, l’Argentario, Viterbo, e attraverso la Conca d’oro di Montefiascone, ricca di appezzamenti coltivati dai mille colori, lo splendore del Lago di Bolsena con le sue isole.

Numerosi i monumenti che meritano di essere visitati: il Duomo (Cattedrale di Santa Margherita) con la sua imponente cupola, seconda per dimensioni solo a quella di S. Pietro in Roma, la Rocca dei Papi, edificata nel punto più alto del paese, dopo un periodo di abbandono, restaurata di recente e oggi sede di esposizioni e manifestazioni culturali,la Chiesa di San Flaviano costruita su due piani in epoche diverse. (Quella inferiore, edificata sulle rovine di un precedente tempio, è d’origine incerta, fu poi ricostruita nel 1032, dopo le distruzioni barbariche, quella superiore è a tre navate). La chiesa romanica di Sant’ Andrea, costruita nel secolo XI, si nota per la sua semplicità. Degna di nota anche Porta Aldrovandi, dalla quale si accede al vecchio borgo e al Palazzo comunale.

La città deve la sua notorietà, oltre alla storia e all’invidiabile posizione, alla produzione e al commercio dell’ottimo e famoso vino Est!Est!!Est!!! e dell’olio extra vergine d’oliva.

Parco dei Mostri di BOMARZO

Pubblicato il 29 febbraio 2020 alle 18.35 Comments commenti (0)

Il Parco dei Mostri, denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie di Bomarzo, in provincia di Viterbo, dista solo 45 minuti dal nostro b&b Antico Casale.

E' un complesso monumentale italiano e si tratta di un parco naturale ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri.

Commissionato dal principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini), l'architetto e antiquario Pirro Ligorio progettò e sovraintese alla realizzazione, nel 1547, del parco, elevando a sistema, nelle figure mitologiche ivi rappresentate, il genere del grotesque.

Il principe Orsini chiamò il parco Sacro Bosco e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese. Sono presenti anche architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica.

Il Parco si estende su una superficie di circa 3 ettari, in una foresta di conifere e latifoglie. Al suo interno trovano posto un gran numero di sculture di varia grandezza ritraenti personaggi e animali mitologici, edifici che riprendono il mondo classico ignorando volutamente le regole prospettiche o estetiche, allo scopo di confondere il visitatore.

 Le sculture sono state realizzate in basalto, materiale disponibile in quantità massicce in loco; molte attrazioni sono contrassegnate da iscrizioni enigmatiche e misteriose, sopravvissute purtroppo in piccola parte. Tuttavia è bene notare che l'attuale disposizione delle attrazioni nel Parco non è, salvo alcuni casi documentati, quello originario, ma risale alla seconda metà del XX secolo, quando la famiglia Bettini lo rilevò e lo rimise in uso.

Salvador Dalí ha parlato del Parco dei Mostri come di un'invenzione storica unica!

http://www.bomarzo.net/



Torre Alfina...Bosco del Sasseto e Castello

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 17.05 Comments commenti (0)

La storia di Torre Alfina è tutt’una con quella del suo castello, nominato dal 2007 uno dei Borghi più Belli d’Italia, con le sue viuzze e case in pietra crea un’atmosfera d’altri tempi.

 

Situata a 602 metri s.l. del mare, posta sull’altopiano dell’Alfina è punto caratteristico triconfinale fra Umbria, Lazio e Toscana.

Il borgo nasce infatti nell’alto medioevo attorno a una torre d’avvistamento già esistente sul punto più elevato dell’altopiano dell’Alfina.

Situata al margine settentrionale dell'altopiano dell'Alfina e facente parte del comune di Acquapendente, ha una popolazione di 345 abitanti ed è classificato come tra i borghi più belli d'Italia.

 

A ridosso del castello di torre Alfina si estende per circa 60 ettari il Bosco del Sasseto, ricco di latifoglie secolari (alberi che superano i 25 metri di altezza) e di fauna e flora; incantevole la visita guidata da effettuare all'interno del Bosco e scoprire la Tomba del Marchese in uno spettacolare spiazzo creatosi tra gli alberi!

Il borgo è inoltre compreso nella Riserva Naturale Monte Rufeno, un’area protetta di circa 2900 ettari all’estremo nord della provincia di Viterbo, attraversata dal fiume Paglia e costituita da boschi misti e pinete.

Tra la flora spontanea, si trovano numerose specie di orchidee e il narciso dei poeti: per una conoscenza più approfondita, basta visitare a torre Alfina il Museo del Fiore.

Chi volesse vedere, infine, un antico mulino ad acqua per la macinazione dei cereali può recarsi al Mulino del Subissone, posto lungo uno dei più bei sentieri della Riserva Naturale.

Vicino al museo c’è un forno a legna per la cottura del pane.

Per informazioni sul castello: http://www.castellotorrealfina.com/ 


il relax delle TERME DI SATURNIA

Pubblicato il 06 agosto 2019 alle 11.10 Comments commenti (1)

Le Cascate del Mulino (dette anche cascatelle, cascate del Gorello o cascate di Saturnia), sono libere e quindi gratuite, sempre aperte anche di notte e si trovano circa 3 km prima di arrivare al borgo di Saturnia.

La sorgente delle Terme di Saturnia nasce in un cratere vulcanico e scorre successivamente lungo un ruscello naturale (detto il Gorello) per circa 500 metri, dove un dislivello crea una cascata che lambisce un antico mulino, e forma a sua volta, una serie di piscine naturali scavate nella roccia su più livelli.

Queste cascate si trovano in aperta campagna ma sono facili da individuare, sono accessibili tutti i giorni a tutte le ore, fare il bagno di notte sotto le stelle o illuminati dalla luna è un'esperienza unica!


Le Terme di Saturnia  erano rinomate anche in passato; infatti le sue acque sulfuree (che sgorgano dal sottosuolo con una portata di 800 litri al secondo ed una temperatura costante di 37° Centigradi) erano conosciute già ai tempi degli Etruschi i quali avevano individuato nella sorgente virtù "miracolose". Successivamente, a partire dal 280 a.C., furono i Romani a trarre beneficio da queste acque. Furono i primi a creare veri e propri edifici per lo sfruttamento terapeutico della sorgente. Nel medioevo le terme di Saturnia vennero citate da Papa Clemente III in una bolla del 1118  "hospitale de balneo".




SORANO...matera toscana!

Pubblicato il 06 agosto 2019 alle 11.00 Comments commenti (1)

Sorano piccolo borgo etrusco fondato su un’alta rocca, somiglia a una rupe naturale,ingentilita dall’architettura rinascimentale e cinta da imponenti mura, che contribuirono a renderla una delle più sicure propaggini difensive della Contea di Pitiglino, appartenne agli Aldobrandeschi che la fecero crescere come borgo difensivo, fortificandola con i bastioni.


Per la sua conformazione arroccata e il suo grumo di case e strade arroccate e pittoresche Sorano è nota anche come “Matera di Toscana”.

Tutt’intorno al paese si estendono vigne alternate a macchie, uliveti, campi di grano e allevamenti di pecore. Questa vocazione agricola ha confermato l’alta qualità di prodotti tipici maremmani, compresa un’importante produzione casearia. Tutto il territorio è ricco di fortificazioni medioevali come il Castello di Montorio, la Rocca di Castell’Ottieri, e il Castello di Montebuono.

Unico nel suo genere è il parco archeologico della Città del Tufo, dove si ritrovano i maggiori tesori storici, archeologici e culturali di questo territorio. Qui si possono ammirare la Chiesa di San Sebastiano, la Rocca Aldobrandesca, le necropoli scavate nella roccia dagli etruschi e oggi inserite in un ambiente naturale di grande suggestione.

Da non perdere una passeggiata tra le suggestive Vie Cave, dei passaggi scavati nella roccia nel territorio compreso tra Sovana, Pitigliano e Sorano.

Tra le splendide tombe antiche, merita una sosta quella monumentale detta di Ildebranda, capolavoro tra i sepolcri, protetta e avvolta da una folta vegetazione, che ne esalta il fascino e il mistero.

Da considerare anche le tombe rupestri, la più nota delle quali è la Tomba della Sirena, ritrovata nei pressi della “città perduta” di Vitozza



TODI, la città ideale!

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 00.35 Comments commenti (0)

Nota come “la città più vivibile del mondo” (anche se i tuderti preferiscono chiamarla “città ideale”!), Todi è una cittadina medievale che sorge in Umbria,in cima ad una collina a dominare la valle del Tevere.

 

Situata a pochi chilometri da Perugia e Orvieto, la cittadina è circoscritta tra tre cerchia di mura (etrusche, romane e medievali) che racchiudono innumerevoli tesori. una delle vedute più belle è sicuramente quella di Piazza del Popolo, cuore pulsante della cittadina.

Sulla piazza si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico che si contrappongono, con un effetto suggestivo, al complesso religioso.Qui il complesso del Palazzo Comunale, nato dall’unione del Palazzo del Popolo in cui sono ospitati il Museo lapidario, la Pinacoteca Civica e il Museo Etrusco Romano, il duecentesco Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori, forse il più bello dei tre e che fu terminato nel XIV secolo.


Il Duomo, eretto nel XII secolo sui resti di un tempio dedicato al dio Apollo, è caratterizzato da una lunga scalinata d’accesso e da una bella facciata romanica. Salendo le scale, dall’alto della gradinata, potrete scattare fantastiche foto dell’intera Piazza.


A circa 20 metri dalla piazza, si trova la Chiesa di san Fortunato dedicata al santo patrono della città ed edificata nel XIII secolo, che conserva nella cripta la tomba del poeta umanista Jacopone da Todi e presenta un bellissimo affresco di Masolino da Panicale.Il punto più alto della città è il campanile di San fortunato, da cui è possibile intravedere persino Perugia.

Celebre il Tempio della Consolazione, eseguito nel XVI secolo su disegno di Bramante, particolare edificio che presenta una struttura a pianta centrale sormontata da una bellissima cupola, e che ospita nell'altare al suo interno un’ antica immagine della Madonna, la quale, secondo la tradizione, era miracolosa.




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