Bed and breakfast Antico Casale

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MARTA...il villaggio dei pescatori!

Pubblicato il 16 aprile 2020 alle 18.25 Comments commenti (1)

Marta, principale porto del Lago di Bolsena è un caratteristico villaggio di pescatori!

Sorge sulla sponda meridionale del più grande lago vulcanico d’Italia.

Nel primo Medioevo fu aspramente contesa fra Chiesa e Signorie; fu sottomessa ai Prefetti di Vico, ai Signori di Bisenzio, ad Angelo Tartaglia, agli Orsini ed infine dal 1537 al Ducato di Castro, governato dai Farnese fino al loro declino, avvenuto con la distruzione di Castro nel 1649. In seguito a questo avvenimento, Marta ritornò al dominio della Chiesa che lo mantenne fino all’Unità d’Italia.

Marta offre al visitatore un piccolo borgo medievale con vicoli e piazzette, arroccato attorno alla Torre dell’Orologio, un tranquillo lungolago ombreggiato da platani, ideale per riposanti passeggiate, una lunga spiaggia e un porticciolo che dà riparo a piccoli natanti nonché alle caratteristiche barche dei pescatori.

Monumenti storici interessanti da visitare, oltre alla citata Torre dell’Orologio, sono: il palazzo rinascimentale del periodo Farnesiano che si erge accanto al Comune e soprattutto il romanico Santuario della Madonna del Monte, ristrutturato alla fine del quattrocento, eretto in cima ad un panoramico colle, poco distante dal centro storico. Questo luogo sacro per i martani è inoltre importante perché rappresenta il fulcro della tradizionale e straordinaria festa della Barabbata. L’economia di Marta, in assenza di industrie, si basa principalmente sull’agricoltura, sulla pesca e sul commercio del pesce.

Meritano una nota l’ottima cucina, il vino DOC Cannaiola e per la “Barabbata”, bellissima e suggestiva festa popolare. Un insieme che fa di Marta un piacevole luogo da scoprire e visitare.

 

 

14 maggio – Festa della Madonna del Monte o “Barabbata” Domenica successiva  Sagra del lattarino




MONTEFIASCONE..Rocca dei Papi

Pubblicato il 05 marzo 2020 alle 18.25 Comments commenti (0)

Montefiascone, con il più bel panorama complessivo del Lago, si trova a m 590 s.l.m. e si erge in cima al colle più alto dei Monti Volsini e domina una delle sponde del lago di Bolsena. Sorto nell’alto Medioevo, entrò nei domini della Chiesa nel VIII secolo, di cui divenne centro importante.

 

 

Il nome Montefiascone per alcuni studiosi deriva da “mons faliscorum”, poiché i Falisci approdarono in zona dopo la distruzione delle loro città ad opera dei Romani. In ogni caso il vero abitato si formò al tempo delle incursioni barbariche quando gli abitanti della pianura si rifugiarono sulle alture.

Alla fine del primo secolo, assieme a Viterbo, entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa.

Per la posizione strategica che occupava, fu più volte contesa, fortificata e fu posta a difesa delle terre del patrimonio da Innocenzo III nel 1207. Nel 1353 quando vi giunse il cardinale Albornoz, con il compito di riaffermare l’autorità della Chiesa, il Castello della Rocca diventò la centrale operativa più temibile dell’esercito Pontificio. Nel 1369 il Papa Urbano V conferì a Montefiascone il rango di Città e la dotò di diocesi. In seguito vi soggiornarono numerosi Papi, governanti, e artisti.


 

 

Successivamente iniziò un periodo di declino, che terminò nel ‘600, quando il lungimirante cardinale marco Antonio Barbarigo la riportò agli antichi splendori. Dai giardini del Castello si può ammirare un panorama incredibilmente spettacolare a 360°, che spazia su tutta la Tuscia e che comprende: i Monti Cimini e della Tolfa, l’Amiata, l’Argentario, Viterbo, e attraverso la Conca d’oro di Montefiascone, ricca di appezzamenti coltivati dai mille colori, lo splendore del Lago di Bolsena con le sue isole.

Numerosi i monumenti che meritano di essere visitati: il Duomo (Cattedrale di Santa Margherita) con la sua imponente cupola, seconda per dimensioni solo a quella di S. Pietro in Roma, la Rocca dei Papi, edificata nel punto più alto del paese, dopo un periodo di abbandono, restaurata di recente e oggi sede di esposizioni e manifestazioni culturali,la Chiesa di San Flaviano costruita su due piani in epoche diverse. (Quella inferiore, edificata sulle rovine di un precedente tempio, è d’origine incerta, fu poi ricostruita nel 1032, dopo le distruzioni barbariche, quella superiore è a tre navate). La chiesa romanica di Sant’ Andrea, costruita nel secolo XI, si nota per la sua semplicità. Degna di nota anche Porta Aldrovandi, dalla quale si accede al vecchio borgo e al Palazzo comunale.

La città deve la sua notorietà, oltre alla storia e all’invidiabile posizione, alla produzione e al commercio dell’ottimo e famoso vino Est!Est!!Est!!! e dell’olio extra vergine d’oliva.

Parco dei Mostri di BOMARZO

Pubblicato il 29 febbraio 2020 alle 18.35 Comments commenti (0)

Il Parco dei Mostri, denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie di Bomarzo, in provincia di Viterbo, dista solo 45 minuti dal nostro b&b Antico Casale.

E' un complesso monumentale italiano e si tratta di un parco naturale ornato da numerose sculture in basalto risalenti al XVI secolo e ritraenti animali mitologici, divinità e mostri.

Commissionato dal principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini), l'architetto e antiquario Pirro Ligorio progettò e sovraintese alla realizzazione, nel 1547, del parco, elevando a sistema, nelle figure mitologiche ivi rappresentate, il genere del grotesque.

Il principe Orsini chiamò il parco Sacro Bosco e lo dedicò a sua moglie, Giulia Farnese. Sono presenti anche architetture impossibili, come la casa inclinata, o alcune statue enigmatiche che rappresentano forse le tappe di un itinerario di matrice alchemica.

Il Parco si estende su una superficie di circa 3 ettari, in una foresta di conifere e latifoglie. Al suo interno trovano posto un gran numero di sculture di varia grandezza ritraenti personaggi e animali mitologici, edifici che riprendono il mondo classico ignorando volutamente le regole prospettiche o estetiche, allo scopo di confondere il visitatore.

 Le sculture sono state realizzate in basalto, materiale disponibile in quantità massicce in loco; molte attrazioni sono contrassegnate da iscrizioni enigmatiche e misteriose, sopravvissute purtroppo in piccola parte. Tuttavia è bene notare che l'attuale disposizione delle attrazioni nel Parco non è, salvo alcuni casi documentati, quello originario, ma risale alla seconda metà del XX secolo, quando la famiglia Bettini lo rilevò e lo rimise in uso.

Salvador Dalí ha parlato del Parco dei Mostri come di un'invenzione storica unica!

http://www.bomarzo.net/



Torre Alfina...Bosco del Sasseto e Castello

Pubblicato il 14 gennaio 2020 alle 17.05 Comments commenti (0)

La storia di Torre Alfina è tutt’una con quella del suo castello, nominato dal 2007 uno dei Borghi più Belli d’Italia, con le sue viuzze e case in pietra crea un’atmosfera d’altri tempi.

 

Situata a 602 metri s.l. del mare, posta sull’altopiano dell’Alfina è punto caratteristico triconfinale fra Umbria, Lazio e Toscana.

Il borgo nasce infatti nell’alto medioevo attorno a una torre d’avvistamento già esistente sul punto più elevato dell’altopiano dell’Alfina.

Situata al margine settentrionale dell'altopiano dell'Alfina e facente parte del comune di Acquapendente, ha una popolazione di 345 abitanti ed è classificato come tra i borghi più belli d'Italia.

 

A ridosso del castello di torre Alfina si estende per circa 60 ettari il Bosco del Sasseto, ricco di latifoglie secolari (alberi che superano i 25 metri di altezza) e di fauna e flora; incantevole la visita guidata da effettuare all'interno del Bosco e scoprire la Tomba del Marchese in uno spettacolare spiazzo creatosi tra gli alberi!

Il borgo è inoltre compreso nella Riserva Naturale Monte Rufeno, un’area protetta di circa 2900 ettari all’estremo nord della provincia di Viterbo, attraversata dal fiume Paglia e costituita da boschi misti e pinete.

Tra la flora spontanea, si trovano numerose specie di orchidee e il narciso dei poeti: per una conoscenza più approfondita, basta visitare a torre Alfina il Museo del Fiore.

Chi volesse vedere, infine, un antico mulino ad acqua per la macinazione dei cereali può recarsi al Mulino del Subissone, posto lungo uno dei più bei sentieri della Riserva Naturale.

Vicino al museo c’è un forno a legna per la cottura del pane.

Per informazioni sul castello: http://www.castellotorrealfina.com/ 


La città che muore: CIVITA DI BAGNOREGIO

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 00.15 Comments commenti (0)

Civita di Bagnoregio

Il “paese che muore”, “la città che muore”: sono questi i soprannomi che sono stati dati a Civita, una piccola frazione del Comune di Bagnoregio, nell’alto Lazio, al confine con l’Umbria, all’interno della meravigliosa Valle dei Calanchi, in provincia di Viterbo. 

Civita di Bagnoregio è considerato uno dei Borghi più belli d’Italia e ogni anno viene visitato da centinaia di migliaia di persone che arrivano da tutto il mondo per ammirare il suo aspetto fuori dal tempo e l’atmosfera magica che si può percepire passeggiando tra i suoi stretti vicoli. Arroccato su una collina, minacciato da frane e dall’erosione del terreno, si trova tra due valli chiamate Fossato del Rio Torbido e Fossato del Rio Chiaro.

Civita di Bagnoregio conta solo 11 abitanti a causa della condizione di precarietà strutturale che ha svuotato il paese. Negli ultimi anni però diverse abitazioni sono state ristrutturare e d’estate ospitano artisti e vacanzieri stranieri e oggi Civita sta vivendo una nuova fase di sviluppo, grazie ai turisti che arrivano ogni anno per ammirarla ma che allo stesso tempo ha reso necessario forme di accesso controllato per non danneggiare il fragile equilibrio delle antiche strutture.

Per raggiungere il centro di Civita bisogna attraversare un ponte lungo 200 metri che dalla collina più vicina porta fino a Porta Santa Maria, porta d’accesso al centro storico.Sotto di essa, si possono ammirare le splendide decorazioni di leoni che schiacciano alcune figure umane: sono il simbolo degli abitanti di Bagnoregio che schiacciano i tiranni. Per accedere al centro di Civita i visitatori devono pagare una piccola tassa di entrata (5 euro) che permette all’amministrazione comunale di compiere i lavori di restauro e stabilizzazione e mantenere visitabile il borgo. 

L’intero centro urbano è orientato in funzione della piazza principale di Civita, la piazza San Donato, dove si trova la chiesa principale del centro abitato, costruita sul sito di un antichissimo tempio etrusco. La chiesa è un magnifico esempio di architettura cinquecentesca viterbese e al suo interno si può ammirare uno splendido crocifisso in legno realizzato in area fiamminga alla fine del XVI secolo.



BOLSENA...da scoprire!

Pubblicato il 25 luglio 2019 alle 00.00 Comments commenti (0)

Bolsena

la città che dà nome all'omonimo lago, si trova nel Lazio, nella Tuscia viterbese a pochi chilometri dal confine umbro.

Il lago di Bolsena si è formato più di 300mila anni fa a seguito di un collasso calderico di alcuni vulcani, ed è il quinto d'Italia ed il più grande in Europa fra quelli di origine vulcanica.


Vi si affacciano, oltre a Bolsena, Marta e Capodimonte. Noto per la sua pescosità, oltre che per la bellezza paesaggistica, ancora oggi vi si pescano le anguille, noto per questo già ai tempi danteschi, coregoni, carpe e tinche. Dalle acque emergono due isole, probabilmente resti di crateri vulcanici secondari: la Bisentina e la Martana. L'isola Bisentina, di proprietà privata, è visitabile nei periodi estivi grazie ad alcuni battelli e motoscafi che partono dai porticcioli di Bolsena e Capodimonte e raggiungono il piccolo centro abitato.


Si compone di un caratteristico borgo medievale, arroccato su di un colle con un castello visitabile e trasformato in acquario e di una parte più moderna e balneare costruita in riva al lago. Luogo ideale sia per una gita culturale che per una giornata di relax in spiaggia.

Miracolo di Santa Cristina e Corpus Domini.

La cittadina di Bolsena è nota per il miracolo del Corpus Domini, legato al prodigio eucaristico avvenuto nel 1263, quando un prete boemo, Pietro di Praga, mentre celebrava la messa presso la tomba di Santa Cristina, vide sgorgare gocce di sangue da un'ostia consacrata, motivo per cui, papa Urbano IV nel 1264 istituì la festa del Corpus Domini.

La santa, patrona con San Giorgio dell'abitato,  venne gettata nel lago, per essere uccisa con una pietra legata al collo, per volere del padre. La stessa pietra, miracolosamente, iniziò a galleggiare e riportò la giovane sana e salva sulle sponde del lago. E fu proprio su questa pietra, segnata con l'impronta dei piedi della santa, che avvenne appunto il miracolo del 1263. 

Tutt'oggi festeggiata il 24 Luglio con rappresentazioni e fuochi artificiali, Santa Cristina è una delle feste più belle di Bolsena.




CAPODIMONTE...bomboniera del Lago!

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Capodimonte, situata sul promontorio che si protende verso il Lago, è un incantevole centro turistico del lago di Bolsena che sorge a m 334 s.l.m.

La cinquecentesca imponente Rocca Farnese è il suo monumento più importante. 

I Farnese, che nella loro magnificenza lasciarono tracce indelebili ovunque nel territorio del Ducato, nel Cinquecento fecero edificare, per opera di Antonio da Sangallo il Giovane, l’imponente mole ottagonale, chiamata Rocca, su una precedente costruzione dei Signori di Bisenzio. Il palazzo divenne loro sede preferita, nonché luogo ambito, numerosi Pontefici, sovrani, artisti e politici, sia italiani che stranieri, vi soggiornarono decantandone la magnificenza. Sorsero poi altri monumenti: in posizione panoramica, quasi a ridosso delle Rocca, la Chiesa Collegiata di S. Maria Assunta, dove si venera l’immagine della “Madonna delle Grazie”, attribuita al valente pittore napoletano Sebastiano Conca e nella graziosa piccola piazza alla sua destra, il Palazzo Borghese, attualmente sede comunale e il palazzo Puniatowski del Valadier, tutto ciò a rappresentanza dell’antico borgo di chiaro impianto medioevale.

 

 

La parte nuova del paese si è sviluppata in piano, dirimpetto al lungolago, a pochi metri dalla passeggiata confinante alla lunga spiaggia, costeggiata da ombrosi platani secolari.

Fa parte del comune anche la stupenda isola Bisentina, che rappresenta un’interessante escursione, essendo collegata al paese da un efficiente servizio di motoscafi, muniti di guida turistica. Ha un attrezzato porto per barche a vela e a motore che, assieme all’accogliente spiaggia e al territorio ricco di storia, è motivo d’attrazione per un intenso turismo estivo.

 

 

Il turismo, che per Capodimonte rappresenta il settore trainante dell’economia, è in costante sviluppo, favorito dall’amenità ambientale e dalle numerose attrattive storiche. 

 

 

L’attività agricola, esercitata da piccole imprese a conduzione diretta, è, oltre al turismo, la fonte più importante di reddito. La mancanza di cooperazione, che ha prodotto una forte frammentazione delle proprietà, non impedisce di ottenere una buona produzione d’olio, cereali, ortaggi e vino (molto apprezzati Cannaiola ed EST! EST! EST!), con un discreto movimento commerciale. Notevole rilievo riveste anche la pastorizia che alimenta, con i suoi prodotti, alcuni artigiani operanti nel settore lattiero caseario, con apprezzabile produzione di formaggi tipici. Altra fonte importante di reddito è costituita dagli esercizi pubblici e commerciali a gestione familiare, largamente condizionata dall’andamento turistico stagionale.